L’occhio del fotografo

L’occhio del fotografo è uno strumento molto raffinato, che costruisce mondi a volte prima dello scatto, altre volte durante lo scatto stesso.

Tom Vack, autore di alcune tra le foto più eleganti e “costruite” nel mondo del design, ha creato di recente con Ester Pirotta una collezione speciale in cui mette invece in mostra il suo mondo fotografico “altro”. Quello che nasce all’istante, per caso o d’impulso. Si chiama OPenEYe, è sul web e lì gli estimatori della fotografia possono acquistare le opere, o meglio, gli attimi catturati da Tom Vack ed Ester Pirotta.

ABSTRACTS. Photo Tom Vack OpenEye collection

ABSTRACTS. OpenEye collection

Tom, dopo molti anni di foto “progettate” per il design internazionale, sei approdato alle foto “catturate”, spontanee, immediate e soprattutto esterne. L’esperienza dello studio, spazio protetto e claustrofobico per eccellenza, in che modo ha influenzato la tua visione dello spazio aperto? In realtà è lo spazio aperto ad aver influenzato il mio modo di lavorare in studio, nel senso che ho sempre cercato di ricreare in studio, artificialmente, la luce naturale in particolari momenti, ad esempio la luce filtrata dalle nuvole o attraverso le foglie degli alberi, o ancora riflessa nell’acqua. Quindi posso dire che fotografando in esterno le immagini che, successivamente, sono diventate la collezione OPenEye è come se fossi tornato alla mia fonte di ispirazione iniziale. Per quanto riguarda invece l’aspetto compositivo, le immagini OPenEye si basano su una logica di ‘non progettazione’ –taking a picture- che è esattamente l’opposto di quella che serve per fare una foto studio –making a picture-, dove si deve costruire ciò che si vuole fotografare.

ARCHITEXTURE. Photo Tom Vack. OPenEye collection

ARCHITEXTURE. OPenEye collection

Attraverso la vendita delle tue opere, entri per la prima volta in contatto diretto con il pubblico e negli spazi privati, intimi, delle persone. Diventi in un certo senso il loro sguardo sul mondo. Come affronti questo nuovo ruolo di autore per il pubblico?  Penso a queste foto come a delle finestre attraverso le quali si possono guardare le pagine di un grande libro che è il mondo, in continuo mutamento, catturato in un attimo particolare e unico. Mi piace pensare che le persone possano guardare queste immagini e scoprire man mano più dettagli, una composizione estetica che si manifesta in modo sfaccettato, apprezzabile pienamente guardando le stampe nella loro dimensione reale (la più piccola è 130×130 cm e la più grande 260 x 130 cm, ma le dimensioni possono anche essere personalizzabili su richiesta).

STRUCTURES

STRUCTURES. OPenEye collection

L’archivio di OPenEYe nasce da una selezione di migliaia d’immagini. Oggi contiene circa 200 foto. Quale criterio avete usato nella scelta? “Sometimes you take a picture and sometimes the picture takes you’, intendo dire che la selezione è stata lunga -per il gran numero di foto che avevamo raccolto negli ultimi 6 anni- ma non difficile, alla fine accade quasi spontaneamente. Ester ed io abbiamo scelto le foto che ci hanno più coinvolto, per il momento, il luogo o la composizione. Non cercavamo foto ‘postcards’ ma immagini cariche di una bellezza e di una forza espressiva che ci affascinasse, a volte inspiegabilmente. Io sono un fotografo che ha studiato architettura, Ester è un architetto che ha sempre amato l’arte della fotografia, la nostra sensibilità estetica e compositiva è affine anche se non sempre ci porta allo stesso punto, perché c’è una componente soggettiva molto forte nella percezione di ciò che i nostri occhi vedono.

LIFE

LIFE. OPenEye collection

Abstracts, Architextures, Black&White, Life, Reflections e Structures: per ognuna delle categorie in cui avete diviso la collezione, c’è una foto che secondo voi è in grado di rappresentare l’idea? OPenEYe è un contenitore di storie, volutamente variegate e differenti, è quindi difficile restringere il cerchio a una foto rappresentativa per categoria, anche perché abbiamo creato sei ‘voci’ per orientare la visione delle immagini ma a volte le singole foto possono collocarsi trasversalmente in più categorie. L’idea del progetto non è quindi rappresentabile in poche immagini in modo esaustivo, ma va letta nel suo insieme.

REFLECTIONS

REFLECTIONS. OPenEye collection

Per questo motivo all’inizio del sito abbiamo previsto uno slideshow di foto che si susseguono senza seguire la logica delle categorie… una successione di stimoli visivi, di estetiche, di bellezze di diverso genere e natura. Questo è il senso della collezione OPenEYe. Scegliere una foto per categoria può costituire un assaggio, per invogliare a scoprire le diverse realtà raccolte in questo grande contenitore in continuo aggiornamento.

BLACK&WHITE.

BLACKandWHITE. OPenEye collection

Ester Pirotta e Tom Vack (nato negli Stati Uniti , vive in Europa da oltre vent’anni) sono accomunati dalla passione per la fotografia: architetto lei, fotografo professionista lui, affiancano le loro attività a una ricerca estetica che, dopo anni di esperienze condivise, si è tradotta in OPenEYe.